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Itinerari a Trani - Hotel Trani

Vi suggeriamo alcuni punti da visitare nella cittą di Trani molto vicini al nostro Hotel. Presso l'Ufficio potrete ricevere informazioni dettagliate sugli itinerari.

La dove l'Adriatico gia promette lo Jonio e perde il verde acidulo sotto le squame d'un azzurro tiepido e denso, questa città che nessuno celebra, Trani, eleva un duomo alto come un acropoli e una torre che ne misura la distanza dal cielo.

Le origini della città si perdono nella notte dei tempi. Sulla base di ritrovamenti archeologici possibile che la città abbia origini preistoriche, anche se tracce più concrete risalgono solo ad epoche successive, come quella antica dei Romani.Trani viene infatti indicata sotto il nome di Turenum nella Tavola Peutingeriana, la copia medievale di un vecchio stradario dell’antica Roma. Per quanto riguarda l’etimo, questo nome potrebbe essere legato all’eroe della mitologia greca Diomede, il cui figlio Tirreno, secondo la leggenda, avrebbe fondato la città. L’etimo è tuttavia contestato. Le tracce della presenza di questa città si fanno ancor più concrete a partire dal IX secolo d. C. Trani era uno dei più importanti porti della Puglia, da sempre crocevia di popoli e culture del Mediterraneo e porta per l'Oriente, testimone con le sue chiese, con i suoi palazzi e con la sua storia, di quell'età di mezzo, da sempre ricca di fascino e di mistero.

La Cattedrale

Da visitare in primis è la cattedrale di Trani, definita da Lenormand "Regina delle Cattedrali di Puglia". Conosciuta anche come Duomo di Trani e, talvolta, come Cattedrale di San Nicola Pellegrino è la costruzione più prestigiosa della città pugliese. Si tratta di un esempio di architettura romanica pugliese. La sua costruzione è legata alle vicende di San Nicola Pellegrino, svoltesi durante l'epoca della dominazione normanna.
È stata costruita usando il materiale di tufo calcareo tipico della zona: si tratta della pietra tranese estratta dalle cave della città, caratterizzata da un colore roseo chiarissimo, quasi bianco. La chiesa si distingue per il suo vistoso transetto e per l'uso dell'arco a sesto acuto nel passaggio situato sotto il campanile, fenomeno non molto diffuso nell'architettura romanica.

IL Castello Svevo

Caesaris imperio divino more tonante fit circa castrum munito talis et ante huic operi formam seriem totumque necesse philippi esse quoque magis fierent studiis hec facta tranensis prefuit his Stephani Romualdi Carabarensis anno incarnationis iesu xisti MCCXLIX INDIC. VII

La lapide attesta che nel 1249 erano state realizzate fortificazioni davanti ed intorno al castello, come costruzioni necessarie alla difesa dei luoghi di guerra, e che alla loro esecuzione fu deputato Filippo Cinardo (Gran Contestabile, Conte di Acquaviva e Conversano, ingegnere militare dell'Imperatore) che ne curò la forma, i muri ed i fossati e tutto quanto era necessario. A rendere maggiormente perfetti i lavori di fortificazione contribuí l'opera del costruttore tranese Carabarese, figlio di Stefano di Romualdo. Al castello sono legati molti ricordi storici: in cima ad una delle torri fu impiccato, su ordine di Federico II, Pietro Tiepolo, podestà di Milano (nonchè figlio del Doge di Venezia), fatto prigioniero dopo la vittoria imperiale a Cortenuova, contro la legge lombarda nel 1237. Il biondo Manfredi, che tanto predilesse Trani (le concesse tra l'altro l'istituzione di due fiere), sposò nel 1259 nel castello, Elena Comneno qui giunta per mare dall'Epiro a bordo di navi tranesi. Dopo la battaglia di Benevento (1266) e la morte di Manfredi, mentre Elena Comneno ed i figli stavano per salpare per l'Epiro, furono traditi dal castellano che li consegnò al vincitore Carlo I D'Angiò. Nello stesso castello furono celebrate altre due nozze regali: nel 1268 quelle tra Carlo I d'Angiò e Margherita di Borgogna; nel 1271 quelle particolarmente solenni tra Filippo d'Angiò, secondogenito di Carlo, e Isabella figlia del principe d'Acaia.


Il Monastero di Colonna

Si ebbe tutto un fiorire di iniziative per la costruzione di chiese romaniche, che non trova riscontro, per quanto si riferisce al numero di esse, in nessuna delle altre città pugliesi.
Il monastero di Santa Maria di Colonna fu fondato nei primi anni del secolo mille, dal Normanno Goffredo, conte di Trani. Fu affidato ai benedettini i quali vennero tormentati da continui attacchi di pirati Saraceni, i quali distrussero più volte le mura del Monastero. Nel 1427 i monaci benedettini lo abbandonarono e vi subentrarono i Francescani che vi rimasero sino al 1867. I Francescani erano protetti dai Duchi di Andria, che occupavano una parte del loro convento, usufruendone come residenza al mare. Tuttavia le incursioni dei pirati non cessaro. Da alcuni frammenti scultorei rimasti nel tempo, pare che Santa Maria di Colonna sia stata costruita su una chiesa precedente. Tale chiesa, dalle forme romaniche, conserva un rosone traforato, degno di attenzione, che si affaccia su un arco a tutto tondo sostenuto da colonnine.


Il Porto

Il Porto di Trani (Lat.41°17’N-Long.16°25’SE) ha uno specchio d’acqua con una superficie di circa 137.000 mq, con fondali sabbiosi che raggiungono la profondità di 4-5 metri, ed uno sviluppo costiero di 1.850 mt, di cui 900 occupati da banchine operative. La superficie occupata a terra, invece, raggiunge complessivamente i 24.880 mq. Il porto è costituito da una insenatura naturale difesa da due moli: il Molo S. Lucia e il Molo Sant’Antonio, il primo dei quali banchinato e dotato di colonne e anelli da ormeggio. Il braccio di San Nicola, a Nord, attenua l’interrimento cui è soggetto il porto, che può raggiungere un valore fino a 50 cm l’anno.


La Villa Comunale

La villa comunale di Trani rappresenta uno dei più affascinanti giardini sul mare presenti in Europa, che si estende su un terrazzamento delle antiche mura in riva al mare, è pintata a lecci, pini marittimi e palme ed è abbellita con aiuole, fontanelle e viali. Venne realizzata nel 1823 dopo la donazione del terreno da parte della famiglia Antonacci. E’ opportuna una pausa nella Villa se non altro per godere del panorama che spazia dalla Cattedrale alla penisola di Colonna. In essa è ubicato il monumento ai Caduti realizzato da Antonio Bassi scultore tranese, un belligerante cannone risalente all’ultima guerra che testimonia gli eventi bellici sofferti dalla Città nonché la raccolta di sei colonne miliari della via Traiana e a far scena di se la bella cassa armonica che fino a non molto tempo fa ha accolto bande musicali da ogni dove per il trattenimento domenicale dei cittadini.

 

 
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